“Vita” – La Difficile Definizione

“Vita” – La Difficile Definizione

Il termine “vita” è sempre stato uno di quelli che vuol dire tutto e niente. 

Fin dall’antichità numerosi pensatori si sono dibattuti su quale fosse la vera definizione di questa parola. Non solo biologi hanno tentato di darne una chiara ed esaustiva visione, ma anche filosofi, matematici, fisici, statisti, ecc.

Nel 350 a.C. Aristotele definisce la vita come “un corpo che si nutre e poi declina in un tempo definito”. Chiaramente questa prima definizione può essere vista come una descrizione troppo macroscopica. È valida ma manca di alcuni concetti che sono stati introdotti successivamente. Per l’epoca e i mezzi a disposizione per lo studio della natura può già sembrare un grande successo.

Nel 1894, Engels (filosofo e sociologo tedesco) la definisce come “l’esistenza di forme di strutture proteiche con componenti chimici rinnovabili”. 

Nel 1944, Schrodinger (fisico austriaco), aggiungendo il concetto che ci sono delle leggi ed un ordine che scandisce la vita, la definisce come “entità ordinate e materia sottoposta ad un ordine esistente che la mantiene”.

Nel 1949, Von Neumann (matematico, fisico e informatico ungherese), con la sua fine mente calcolatrice definisce il concetto di vita come “semplici automi in grado di replicarsi”.

Nel 1986, Maynard-Smith (biologo e genetista inglese), dichiara “entità con proprietà di moltiplicazione, variazione ed eredità sono da considerare vive”.

Nel 1994, Gerald Joyce (NASA), definisce la vita come “un sistema auto-sostenibile capace di sottoporsi all’evoluzione Darwiniana”. Questa è la prima definizione che comprende i sette pilastri del tempio di PICERAS. L’unica pecca di questa definizione si trova nel momento in cui si analizza veramente il termine auto-sostenibile. Un organismo è realmente in grado di sostenere un processo autonomo di flusso energetico? Gli animali si alimentano dall’esterno. Alcuni parassiti dipendono fortemente dall’organismo in cui si trovano, e così via. Utilizzando strettamente questa definizione si rischia di considerare non-vivi molti organismi. 

Nel 2004, Ruiz Mirazo propone una nuova definizione: “la vita è un sistema autonomo con capacità evolutiva open-ended”

Dal 2009 in poi, la comunità scientifica ha scelto una definizione abbastanza unanime adottata anche oggi dalla NASA nei suoi progetti di esplorazione spaziale. “La vita è caratterizzata da materia organizzata che è capace di sottostare alla riproduzione e alla selezione naturale”. 

Testo: Luca Tonietti
Foto: technologynetworks.com
Fonti: Naturereview (microbiology) vol 7 Aprile 2009