GLI ORSI D’ACQUA. TARDIGRADI CAMPIONI DI SOPRAVVIVENZA ESTREMA

GLI ORSI D’ACQUA. TARDIGRADI CAMPIONI DI SOPRAVVIVENZA ESTREMA

I Tardigradi sono un phylum di microscopici invertebrati acquatici le cui dimensioni medie sono intorno ad un millimetro. Comprendono circa un migliaio di specie, tutte dotate della straordinaria capacità di sopravvivere in condizioni estreme, compreso il vuoto spaziale, senza subire effetti devastanti.

Questi orsetti d’acqua sono diffusi in tutto il pianeta. Vi sono specie marine, specie adatte alle acque dolci e addirittura specie terrestri (seppur in zone umide). Sono stati osservati in tutti i continenti, Antartide inclusa, e a tutte le altezze, dalle zone oceaniche abissali ad altezze superiori ai 6000m.

Si nutrono principalmente di cellule vegetali, ma alcune specie sono predatorie e si nutrono di Protozoi, Rotiferi e Nematodi.

La loro più grande peculiarità è la capacità di resistere ad una disparata serie di condizioni ambientali estreme. Possono sopravvivere quasi un decennio in condizioni di totale disidratazione. Possono resistere per pochi minuti a 151 gradi celsius e per parecchi giorni a -200 gradi celsius. Sopravvivono ad alti livelli di radiazioni, anche centinaia di volte più alti di quelli letali per l’uomo. La pressione per loro non è assolutamente un problema, possono resistere a pressioni 6 volte più alte di quelle riscontrate sui fondali oceanici. Resistono alla mancanza di ossigeno, ai raggi UV-A e perfino agli UV-B.

Queste capacità di resistere ad ogni condizione avversa gli è fornita dalla possibilità di andare incontro a criptobiosi (sospensione di tutte le attività metaboliche). Quando sottoposti a disidratazione ritraggono le zampe e in caso di basse temperature nel loro emocele (sangue) si formano dei cristalli di ghiaccio a crescita controllata (grazie a proteine intrinsecamente disordinate).

I tardigradi insieme a Caenorhabditis elegans (un nematode) sono stati scelti come candidati ideali per i primi viaggi interstellari, al fine di verificare se la vita terrestre possa esistere in tali spazi. L’università di Kristianstad ha dimostrato che se messi in animazione sospesa e in anerobiosi, i tardigradi possono sopravvivere fino a 10 giorni nello spazio.

Ndr. Sono organismi incredibili, lo studio sulle loro capacità di resistenza ai raggi X o quant’altro, oltre ad avere risvolti “astrobiologici” può essere una grandissima scoperta in campo biomedico. Per esempio, da uno studio effettuato dal Professor Kunieda dell’Università di Tokyo sono stati scoperti geni nel loro DNA codificanti una proteina denominata D-sup. Questa legandosi al DNA ne evita la rottura provocata dalle radiazioni e dalla disidratazione.

Testo: Luca Tonietti
Foto: focus.it
Fonti: lescienze.itwikipedia.org / esa.int