Siberia in Fiamme – Una Catastrofe Ecologica

Siberia in Fiamme – Una Catastrofe Ecologica

La taiga della Siberia sta bruciando

La Siberia brucia e il compito di un divulgatore scientifico non è solo quello di condividere le informazioni a tutto il mondo che desidera ascoltare, ma anche tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi attuali e passati e trattare discorsi che riguardano tutti quanti noi.

Qua si parla di Astrobiologia e temi affini, ma non si può restare indifferenti davanti ad un disastro di questa portata, nello specifico i roghi che stanno distruggendo la taiga Siberiana. Lo scopo di tutti noi è preservare la vita presente sul nostro pianeta e POI cercarne di nuova nello spazio profondo.

In questo ultimo periodo ci siamo trovati di fronte ad una catastrofe ecologica come poche mai registrate fino ad ora.

Il Problema

Durante l’estate si sono sviluppati in Siberia, nella regione di Krasnoyarsk massicci incendi che stanno distruggendo la Grande Foresta del Nord e la Taiga Siberiana. Il fuoco sta avanzando senza pressoché diminuire, per ora sono già stati eliminati 4.3 milioni di ettari di foresta (tenendo conto che un ettaro sono DIECIMILA metri quadrati, è evidente che il danno è di una portata gargantuesca) che ad oggi possono ancora aumentare.

La quantità di CO2 emessa in atmosfera dal fenomeno di combustione è di oltre 166 milioni di tonnellate, come 36 milioni di auto in un anno.

Il clima sul nostro pianeta è in questo momento estremamente minacciato, tenendo conto delle “normali” emissioni di CO2 annue, se si sommano anche queste, la quantità di anidride carbonica sta raggiungendo livelli mai visti in epoca contemporanea.

Oltre a questo, si sta avendo un danno alla flora e alla fauna locale di dimensioni immani. Il permafrost si scioglie, il fuoco continua ad avanzare, gli animali vengono arsi vivi, le piante bruciano e il pianeta ne risente.

Gli Uomini introdotti dall’agenzia forestale russa sono riusciti in una settimana a liberare dal fuoco 750mila ettari di taiga, tuttavia l’acqua o le barriere sono efficaci solo parzialmente di fronte ad un danno di questa portata, tenendo conto che alcune zone sono inoltre irraggiungibili poiché immerse nelle foreste di conifere.

Per dare man forte alla forestale, ora come ora, servirebbe un periodo di piogge intense, che in Siberia di norma cade ad ottobre, per cui i roghi potrebbero durare ancora mesi peggiorando la situazione.

Black Carbon

In tutto ciò vengono prodotti anche i black carbon, ossia particelle nere che finiscono sui ghiacci dell’Artico riducendo l’albedo e facilitando l’assorbimento di calore, aumentando ancor di più il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai con conseguente rilascio di idrocarburi.

Secondo Martina Borghi di Greenpeace Italia “questi incendi dovevano essere spenti immediatamente e invece sono stati ignorati… i danni non sono solo una minaccia per la Russia ma per l’intero pianeta”.

Sono state sopra-esposte le quantità di CO2 emesse da questo enorme incendio, ma oltre a queste si somma anche il fatto che all’emissione diretta bisogna aggiungere anche quella indiretta dovuta al fatto che i milioni di alberi bruciati non potranno mai più fare respirazione e trasformare l’anidride carbonica in ossigeno.  

Il fumo dei roghi sta superando anche lo stretto di Bering unendosi a quello degli incendi del Canada e Alaska invadendo così gli Stati Uniti d’America (comunicato ufficiale della NASA).

Distruzione del Bioma

Oltre alla morte di milioni di animali e la totale distruzione del bioma siberiano, città e villaggi nell’arco di centinaia di kilometri si trovano coperte da una nube di fumo grigio che oscura il sole e causa problemi respiratori e forti rischi per la salute.

Siamo di fronte ad uno dei più grandi disastri ecologici degli ultimi anni ed il tutto è coadiuvato dall’attività umana che ha causato un forte surriscaldamento globale che di sicuro non aiuta nella lotta ad incendi e catastrofi di ogni tipo.

Considerazioni

Luglio 2019 secondo la World Meteorological Organization è stato il mese più caldo mai registrato, con più di un grado sopra rispetto all’epoca preindustriale. Lo stesso lo è stato per il mese di giugno. Si vedrà per agosto.

Non è ora di prendere coscienza di cosa stiamo facendo? Non è ora di fare qualcosa? Non è ora di dare importanza alle cose che veramente la meritano?

Se non si fa qualcosa, nei prossimi 50/100 anni ci sarà ben poco di cui lamentarsi. Non ci sarà più nulla. Il pensiero “not in my backyard” non funzionerà più”.

La Russia e la Siberia non sono qua vicine, non sono Roma, Milano, Torino o quant’altro, tuttavia quello che sta succedendo li è solo un altro esempio di come il surriscaldamento globale sia un fenomeno che interessa tutti noi.

Se la Siberia brucia, noi bruciamo. Se la Terra muore, noi moriamo. Essendo parte del mondo animale, abbiamo un dovere nei confronti di chi ci ospita da milioni anni. Dobbiamo preservare e conservare, non distruggere e sfruttare.

Non è il nostro giardino a bruciare, ma presto lo sarà.

Niente confini, nazioni, razze o religioni.

Tutti sotto un’unica bandiera che è quella della Vita.

Testo: Luca Tonietti

Foto: https://www.malaymail.com/news/world/2019/08/02/russia-to-investigate-if-siberia-wildfires-were-started-deliberately/1776901

https://www.upi.com/Science_News/2019/07/31/ESA-satellite-spots-wildfires-burning-across-Siberia/6871564584057/

https://earthobservatory.nasa.gov/images/78493/fires-in-siberia

https://phys.org/news/2019-08-siberia-russians-forest-smog.html

Fonti: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2019/08/05/emergenza-climatica-per-incendi-siberia_0dd302e1-5e61-4d7f-a8cd-d9cd9c59f4c0.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Taiga

https://it.wikipedia.org/wiki/Combustione

https://www.nasa.gov/image-feature/goddard/2018/smoke-from-siberian-fires-reaches-canada