Scioglimento dei Ghiacci e Rinvenimenti Fossili

Scioglimento dei Ghiacci e Rinvenimenti Fossili

In un articolo pubblicato su “Nature” il 31 Agosto 2016 si fa riferimento al fenomeno di scioglimento dei ghiacci groenlandesi che ha esposto una formazione rocciosa risalente a circa 3.7 miliardi di anni fa in cui sono incastonati fossili che indicano la presenza di microorganismi. La scoperta riporta indietro di 220 milioni di anni la più antica testimonianza di forme di vita sulla Terra.

I più antichi resti di forme di vita risalgono quindi a circa 4 miliardi di anni fa e sono stati ritrovati nella Isua Greenstone Belt nella Groenlandia occidentale. I più antichi organismi scoperti fino al 2016 risalivano a 3.48 miliardi di anni fa ed erano venuti alla luce nelle stromatoliti della formazione di Pilbara.

I fossili di Isua descritti dai ricercatori dell’Universita’ di Wollongong in Australia sono anch’essi delle stromatoliti e la loro scoperta e’ stata possibile grazie alla parziale fusione di un ghiacciaio che ne ha esposto la formazione rocciosa sottostante.

Le stromatoliti sono strutture a strati che si formano per un progressivo accrescimento di particolari sedimenti la cui forma e composizione e’ determinata da popolazioni di microorganismi. Le rocce della formazione di Isua sono metamorfiche, ossia sono state deformate e alterate dal calore e dalla pressione a cui sono state sottoposte quando sono state temporaneamente inglobate nelle profondità della crosta terrestre.

La complessità delle strutture scoperte ha portato il team di Allen P. Nutman a concludere che 3.7 miliardi di anni fa la vita aveva alle spalle già una lunga “preistoria”, suffragando cosi’ un modello cronologico che fa emergere la vita nel corso dell’Adeano, ossia prima di 4 miliardi di anni fa. L’Adeano, il primo dei tre eoni del Precambriano, deve il suo nome al dio greco Ade alludendo alle condizioni di caldo estremo, di sommovimenti tellurici e al bombardamento di asteroidi esistenti sul pianeta.

Abigail C. Allwood del Jet Propulsion Laboratory commenta che le missioni su Marte hanno dimostrato che nel periodo in cui le rocce di Isua si stavano formando, Marte non doveva essere molto diverso dalla Terra dal punto di vista dell’abitabilita’.

Testo: Luca Tonietti
Foto: sci-news.com
Fonti: https://www.nature.com/articles/nature19355