Xenophyofori sul Fondo del Mare

Xenophyofori sul Fondo del Mare

Nel subphylum dei Foraminiferi si trova la classe degli Xenophyophorea, questi sono degli organismi unicellulari multinucleati che sopravvivono sui fondali oceanici a profondita’ che vanno dai 500 ai 10600 metri. Come i Foraminiferi estraggono i minerali dal suolo che li circonda e li usano per formare un esoscheletro protettivo. 

Sono stati descritti per la prima volta in tempi recenti. Solo nel 1883 Henry Brady ne ha notato la presenza. Sono abbondanti nelle piane oceaniche ed in alcune regioni ne sono la specie dominante. Ne sono stati descritti nel tempo quattro generi e almeno 60 specie che variano in dimensione e forma. Syringammina fragilissima e’ il piu’ grande della classe e puo’ raggiungere i 20 cm in diametro. 

La densita’ locale di popolazione puo’ essere superiore ai 2000 individui per 100 metri quadrati il che li rende molto abbondanti nelle profondita’ oceaniche. Gli xenophyofori sono molto importanti nell’ecosistema bentonico marino grazie al loro bio-turbamento del sedimento. Quest’azione permette ad altri organismi di sopravvivere, tra questi i grandi isopodi oceanici. 

Questa classe e’ estremamente difficile da studiare a causa della loro esagerata fragilita’ che non ne permette un campionamento corretto. Si conosce per cui poco della loro storia evolutiva e del loro significato biologico, si pensa, essendo ubiquitari, di essere degli agenti indispensabili nei processi di sedimentazione e nel mantenimento della biodiversita’ nei fondali. 

Piccola curiosita’: gli organismi piezofili (che sopravvivono ad alte pressioni) sono spesso obbligati a rimanere in condizioni estreme. Molti esemplari vivono nelle zone di media profondita’ a pressioni di 380 atm (380 volte la pressione che abbiamo a livello del mare) che corrisponde a 38Mpa. Alcuni esemplari, come quelli sopra-descritti sono stati trovati a profondita’ con pressioni incredibili, intorno a 117Mpa, 1170 volte la pressione atmosferica. 

Chissa’ che sorprese riservano gli oceani (se presenti) dei pianeti extrasolari.

Testo: Luca Tonietti 
Foto: schaechter.asmblog.org
Fonti: https://archimer.ifremer.fr/doc/00121/23226/21060.pdf